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Casa di cura Villa Salus - Messina

Qualità e Rischio Clinico

La Casa di Cura Villa Salus ha ritenuto indispensabile, come mezzo per la realizzazione di un organizzazione efficiente ed efficace, l`attivazione di un sistema aziendale di "Gestione Qualità`" diffuso a tutti i livelli organizzativi secondo la norma UNI EN ISO 9001 certificato dall`istituto "AJA Registrars" (Ente accreditato UKAS–EA European Coorperation for Accreditation) già in data 16/9/2004.La certificazione, come prevede la Norma, è stata di anno in anno rinnovata e presuppone l`individuazione di standard da raggiungere e migliorare nel tempo. Nel 2013 per il rinnovo della certificazione è stato scelto l`Ente di Certificazione ICIM, a sua volta certificato ACCREDIA.

Gli standard sul livello qualitativo dell`assistenza che la casa di cura si è posta riguardano, in parte parametri organizzativi, inerenti cioè le modalità di gestione ed erogazione di tutti i servizi, principali ed ausiliari, nonché il livello formativo di tutto il personale.

La gestione del rischio clinico

La gestione in qualità è stata scelta dalla Villa Salus anche come strumento organizzativo che fornisce agli operatori una metodologia condivisa per la costruzione di procedure in grado di contribuire alla riduzione del rischio di errore. La casa di cura ha strutturato il proprio sistema di gestione del rischio clinico assumendo a riferimento la lista degli eventi sentinella stilata dal Ministero della Salute. Quindi si è ritenuto di poter migliorare la prevenzione degli errori, affiancando precisi codici di comportamento delle fasi ritenute "critiche" per la sicurezza del paziente, considerati nelle procedure del sistema, ad avanzati supporti tecnologici ed informatici.

I progetti realizzati

La Villa Salus si è sempre caratterizzata per un forte orientamento all`innovazione dei processi ed all`aggiornamento tecnologico. La cartella clinica informatizzata, con accesso tramite connessione wireless direttamente al letto del paziente, è entrata a regime a partire dal 2001. A partire dal 2007 è stata invece digitalizzata la cartella infermieristica, con integrazione, in un`unica piattaforma informatica, di tutte le procedure sanitarie.

Particolare attenzione nel processo di informatizzazione della documentazione clinica è stata rivolta alla riduzione del rischio di errori nelle fasi dell`identificazione del paziente, di prescrizione e somministrazione della terapia farmacologica e di esecuzione di analisi cliniche. Di seguito sono descritti i progetti realizzati.

Con riferimento specifico alla problematica della corretta identificazione dei pazienti, posta al primo posto nella lista degli eventi sentinella stilata dal Ministero della Salute, la casa di cura si è dotata, tra le prime in Italia, di un sistema di riconoscimento basato su tecnologia Rfid, attraverso l`impiego di braccialetti elettronici monouso, che consente l`immediato riconoscimento del paziente in tutti i momenti significativi di interfaccia con la struttura (somministrazione di terapia, esecuzione di accertamenti diagnostici e/o di prelievi, ingresso nel blocco operatorio, ecc.). Questo sistema, che consente la disponibilità e l`aggiornamento in tempo reale dei dati e delle informazioni relativi al paziente, permette di creare una correlazione univoca tra quest`ultimo e il relativo fascicolo elettronico. L`impiego di queste tecnologie consente quindi di gestire in modo più sicuro i rischi connessi all`abbinamento tra paziente e processi clinico-diagnostici condotti.

Con riferimento alla gestione della terapia farmacologica, le linee guida internazionali raccomandano il ricorso a sussidi informatici per evitare indicazioni non chiare da parte del personale medico sia in ordine al farmaco da somministrare (soprattutto in presenza di farmaci con denominazioni simili) sia in riferimento alle modalità di somministrazione. Specifici monitor collocati nelle infermerie forniscono indicazioni cronologiche sulle terapie da somministrare, con sistemi di allarme acustici e visivi in caso di omissioni. Particolare attenzione è inoltre rivolta al rischio di prescrizione/somministrazione di farmaci ai quali il paziente si sia dichiarato allergico. Il sistema consente l`inserimento di specifici "avvisi" che vengono riproposti ogni qualvolta si accede alla documentazione clinica/infermieristica, non consentendo alcuna operazione se non dopo averne visualizzato il contenuto. Per ridurre i rischi connessi allo scambio di provette e/o campioni anatomici, la procedura prevede l`associazione delle provette al singolo paziente, tramite l`utilizzo di etichette munite di bar code da apporre all`atto dell`esecuzione del prelievo.

La tecnologia impiegata per le analisi cliniche tramite la lettura del bar code, aggiorna autonomamente il contenuto della cartella clinica informatizzata, visualizzando in tempo reale i risultati degli esami effettuati. Inoltre, è stata attuata sistematicamente la formazione/addestramento e il continuo aggiornamento degli operatori sull`uso delle nuove tecnologie impiegate e delle relative buone pratiche da applicare. L`attività di formazione insieme alla diffusione della politica "dell`imparare dall`errore", sono state e sono utilizzate perché ritenute efficaci misure finalizzate alla sicurezza del paziente.

La validità delle procedure descritte è attestata dal fatto che la casa di cura è risultata la prima struttura ospedaliera siciliana, tra pubblico e privato, a cui l`AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) ha riconosciuto le iniziative implementate come classificabili nella categoria "buone pratiche" e pubblicate su internet nell`Osservatorio buone pratiche per la sicurezza dei pazienti call 2009. (La call for good practice 2009 è un`iniziativa realizzata dall`Agenas in collaborazione con il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e con il Coordinamento delle Regioni e Province Autonome per la gestione del Rischio Clinico e la Sicurezza del Paziente. Essa si pone in continuità con quanto già realizzato nell`ambito dell`Osservatorio Buone Pratiche in virtù del mandato ricevuto dalla Conferenza Unificata con la Delibera del 20 settembre 2007 e dall`Intesa Stato Regioni e Province Autonome del 20 marzo 2008, che ha attributo all`Agenas la funzione di monitoraggio delle buone pratiche per la sicurezza dei pazienti.).


Inoltre tali "buone pratiche" implementate sono state scelte, per essere presentate insieme a quelle di altri 30 tra gli ospedali italiani, nel corso del Convegno Internazionale del Rischio Clinico che si è tenuto ad Arezzo il 25 novembre del 2010.

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